Bene, finalmente ho deciso di rimettermi a scrivere... E ce ne avrei di roba da scrivere... Spero solo di non perdermi i pezzi per strada!
Dopo aver lavorato come uomo di bassa manovalanza alla maratona del riso di Vercelli posso dire che nonostante tutto lo staff si sia fatto un culo grande come un branco di scimmie ci siamo divertiti da matti. Peccato che il capobranco paghi poco per il monte ore lavorato ma si sa, bassa manovalanza = bassa paga ghghghghgh

In sostanza ho passato tutto il 26 ed il 27 Aprile più il primo di Maggio e le serate (o nottate, visto l'ora in cui si andava a nanna) del 28 e del 29 Aprile a Vercelli a mettere in piedi tutto quello che è poi stata la Maratona ed il Marathon Village annesso.
Finita la Maratona, siccome "the show must go on" non mi sono dato per vinto e il sei di Maggio sono montato in treno direzione Trieste, dove abbiamo caricato (tanto oramai ero abituato a fare lavori di fatica) il furgone per allestire il ns. magnifico campo base all'Adunata degli Alpini di Bassano del Grappa. Per il quarto anno consecutivo è infatti stato messo in opera "Camp Trieste", ribattezzato quest'anno, dopo i suoi canonici cinque giorni di vita, "Camping gaio". Non chiedetemi, vi prego, perchè è stato rinominato così...
La cinque giorni in terra veneta è andata alla grandissima, tra le colazioni a base di birra e salame ed il campo da montare e mantenere, dal megapranzo di sabato per tutti i "veci" e simpatizzanti alla lunghissima (credo la più lunga alla quale io abbia mai partecipato) sfilata domenicale, sotto un sole bastardo che picchiava sulle nostre polo nere d'ordinanza. Certo che chi ha scelto il colore delle polo è stato un genio... Azz, sono stato io uno dei tre che ha operato la scelta...

Chiusura d'adunata febbrile, nel senso che sabato sera, causa uno stratempo improvviso la temperatura bassanese s'è abbassata di dieci gradi buoni, e nonostante l'estremo tentativo di calmierare il tutto con il pile che avevo con me e con un buon quantitativo birrofilo, la mattina dopo mi sono tirato su dalla branda con un generale malessere. Oddio, pareva che un carro armato avesse deciso di dormire sul mio corpo ma vabbè...

Ligio al dovere butto giù un'aspirina ed evito gli alcolici per un paio d'ore. All'ammassamento per la sfilata mi sentivo uno straccio, ma non ci ho dato bada. Dopo la sfilata avevo capito che qualcosa non andava. Arrivato a Trieste avevo 38 di febbre. Non male per una notte di bagordi

Cmq una buona notte di sonno ed un antibiotico mi hanno rimesso in forma. Etciù! Raffredore a parte.....
Ora, stamattina entro in ufficio e ai cancelli l'omino dei giornali mi mette in mano come ogni giorno il "metro", il giornalino gratuito, per capirsi. In prima pagina "Blitz a San Marco: salviamo i piccioni". Ora, non che io sia un anti-animalista, ma 'sti diavolo di piccioni mi stanno proprio in c**o, dopo la battaglia, non ancora vinta ma poco ci manca, con i volatili sul mio balcone. E figurarsi come ero felice di essere attorniato di piccioni a San Marco lo scorso mese... Certo, San Marco senza piccioni non sarebbe più la stessa.. Però nonostante tutto i piccioni li odio dal mio profondo... Come odio quel genio che sotto casa lascia i residui di cibo sotto al muro per i piccioni... Prima o poi gli tiro dietro con la pistola ad aria compressa... All'uomo, non ai piccioni.