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27/02/2008
Ma che me ne faccio dei coperchi senza le scatole??
175... e non è finita :-) Il fatto di riuscire a montarli pure ad occhi chiusi mi preoccupa molto...
26/02/2008
Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi....
... perchè a quelli ci penso iooooooooooooooooo
300 coperchi per scatoloni da archivio preparati in poco meno di tre ore... Praticamente un coperchio in poco meno di un minuto.. Non male!! :-)
25/02/2008
Si parla tanto di aborto, in queste settimana.. Ferrara, l'Ordine dei Medici, Avvenire, Fnomceo, Vescovi... Insomma, un fottio di gente. E quanti uomini, tra questa gente.
Ora, fatemi pensare.. Io non posso abortire, perchè non posso nemmeno avere figli, essendo un essere umano di sesso maschile. Esattamente come tutti gli uomini politici e simili che ora ne fanno un gran parlare. Quindi spiegatemi che diritto ho io di metter bocca in una questione prettamente femminile? Che diritto hanno tutti questi uomini di dire cosa è giusto o sbagliato su una questione che non potrà mai toccarli per una questione puramente fisica? Lasciamo decidere alle donne sulla questione. Sono sicuramente più ferrate di noi in materia, accettiamo la decisione e stop.
19/02/2008
Sono cotto come un tacchino il giorno del ringraziamento...
Un fine settimana di corsa, sabato abbiamo fatto le due di notte, alle sette di mattina di domenica eravamo già in strada, direzione Aosta, poi nanna dall'una alle sei di sera e poi a Lanzo per una cena.. Che giri!! Ed ora sto pagando pegno :-)
C'è una novità in casa... Nara! No, non divento papà, tranquilli - per ora nn ci penso nemmeno ghgh! Però però però.. un cucciolo c'è, anzi, una cucciola!! due mesi e nove giorni di esuberante bellezza che ci sta riempiendo le giornate di allegria!
Semplicemente stupenda...
05/02/2008
Si andrà alle elezioni, Marini non ce l'ha fatta. Certo era prevedibile ed ora, per quanto mi riguarda, dò per scontate due sole cose:
a) ci dovremo sorbire un altro quinquenni di governo Berlusconi, con tutti gli annessi e connessi che ciò rappresenta
b) non andrò a votare per le politiche. Non vedo perchè dovrei dare il mio voto a destra, sinistra, in centro, in alto o in basso quando tutta la classe politica, senza distinzioni, non rappresenta più gli elettori, non rappresenta più il volere dei cittadini e non fa più l'interesse dei cittadini. Parlano, dall'alto dei lori privilegi, di cosa ha bisogno il paese, ma vivono in un'altra Italia, non in quella dove la gente arranca per vivere, risparmi su tutto, pure sulla frutta al mercato, e comunque arriva a pelo a fine mese, se tutto va bene.
Se uniranno politiche ed amministrative andrò a votare solo per le amministrative (ammesso e non concesso che qui in Piemonte si svolgano), ma non ho la minima intenzione di prendere in considerazione gente promossa dai partiti. Se ci sarà una lista civica con un programma, a mio giudizio, valido, voterò per quella, altrimenti non mi presenterò proprio al seggio.
E' ora di cambiare, non siamo realmente rappresentati, sarebbe stupendo se alle elezioni la maggioranza della popolazione non andasse a votare! Forse, e dico forse, si renderebbero conto di non essere graditi, di non essere più necessari. Ma non succederà mai, il mio è un sogno utopico, l'italiano medio andrà alle urne sperando in un cambiamento, credendoci magari, perchè la speranza è l'ultima a morire... Ma fino a quando potremo andare avanti così? Fino a quando la speranza verrà mantenuta in vita da un respiratore? Quando tirerà le cuoia?
04/02/2008
CARNEVALE AD IVREA
Tempo fa la mia ragazza aveva espresso il desiderio di andare ad Ivrea per vedere assieme il Carnevale storico. Detto fatto, ieri siamo montati sul primo regionale diretto alla città eporediese, accompagnati da una pioggia fastidiosa che, per fortuna, è andata via via diminuendo fino a sparire del tutto.
Il Carnevale d’Ivrea nasce nel medioevo e si evolve fino ai giorni nostri, con una sostanziale modifica delle abitudini carnascialesche nel 1808 per volontà delle autorità napoleoniche presenti in città. Due sono gli eventi clou del carnevale, il corteo storico e la battaglia delle arance; il primo si ispira alla leggenda di Violetta, figlia di un mugnaio, trascinata a forza il giorno delle nozze nel Castellazzo dal perfido Marchese del Monferrato, deciso a reclamare il suo diritto allo Ius primae noctis. La ragazza riesce però fa ubriacare il tiranno e gli taglia, nel sonno, la testa. La mugnaia, nel corteo, è scortata dal Generale e dallo Stato maggiore a cavallo dell’esercito napoleonico, con un chiaro riferimento alla riforma carnevalesca del primo ottocento.
La battaglia delle arance invece è stata introdotta nel secondo dopoguerra, con la formazione dei primi gruppi di Aranceri e degli equipaggi dei carri da getto; il tutto si vuole comunque rifare alla lotta contro il tiranno, dove i carri rappresentano gli armati agli ordini del Marchese e gli Aranceri il popolo in rivolta. Storicamente, questa tradizione viene fatta risalire a scherzose schermaglie tra le carrozze e la gente sui balconi. Ho avuto modo di leggere anche una piccola variazione a questa interpretazione… Pare che questa tradizione sia nata come un modo per farsi notare dalle giovani dame sui balconi, le quali lanciavano arance ai giovani che passavano in carrozza. Certo, non è proprio il massimo cercare di provarci con un tipo tirandogli in testa un’arancia, ma vabbè…
Arrivati ad Ivrea, abbiamo pagato il biglietto d’ingresso di sei euro e potuto vedere l’apertura del Carnevale nella piazza del Comune, con l’ingresso della Mugnaia e del corteo nella piazza.
Dopo tutto ciò, avendo un paio d’ore libere prima dell’inizio della battaglia delle arance, abbiamo bighellonato un po’ in giro, godendoci al caldo una magnifica cioccolata (calda anch’essa, visto il freddo…) per poi fare un po’ i turisti, visitare il centro storico e fare due chiacchiere con una stravagante quanto simpatica signora amante dei gatti, che si è poi rivelata essere una professoressa di inglese decisamente sopra le righe ma molto, molto di compagnia e con una libreria talmente ben fornita da aver suscitato in me una prepotente invidia.
Dopo questo casuale incontro ci siamo diretti verso la piazza scelta per assistere alla battaglia e… signori, che spettacolo!! Una foga incredibile, quintali di arance scagliate contro il “nemico”, una piazza magnificamente decorata con i colori e gli stemmi delle due compagnie di Aranceri presenti. Veramente magnifico, eravamo protetti da delle reti di nylon affinché non venissimo investiti dalle arance, veri e propri proiettili lanciati da una parte all’altra della piazza da esperti lanciatori.
Uno spettacolo come non l’avevo mai visto, con le pariglie e quadriglie di cavalli che entravano nella piazza ma non venivano praticamente nemmeno sfiorate (o perlomeno così mi è parso) dalle arance e la gente che, dietro le reti, guardava ammirata.
Certo è stato un carnevale diverso da quello a cui sono abituato, vissuto in piazza ma non in maschera – avrei voluto mettere il kilt ma non ho avuto il coraggio, troppo freddo! – ma che comunque mi ha lasciato dei bei ricordi; l’unica nota di disappunto è stato il dover pagare il biglietto d’entrata al centro storico.. Certo, posso ben immaginare quanto lievitino le spese di sorveglianza e di pulizia per una manifestazione del genere, ma mi è sempre stato sullo stomaco il dover pagare per una manifestazione di piazza, abituato come sono a vivere il carnevale in maniera spontanea, travestendosi, gustandolo appieno tra la gente.
Dopo un bel pomeriggio, ritorno a Torino ed alla solita vita, sotto la pioggia che non ha abbandonato la città fino ad ora... Non perchè ora abbia smesso di piovere, ma perchè adesso sta nevicando...
01/02/2008
Mercoledì ho visto il dvd de "L'ultima legione" tratto dall'omonimo romanzo di Valerio Massimo Manfredi. Dovendo essere sinceri mi aspettavo un film bello quanto il libro, invece...
Il romanzo ti prende, ti porta dentro il libro grazie allo stile di Manfredi, con questo modo tutto suo di scrivere romanzi prendendo spunto da fatti storici.
Peccato che il film abbia solo preso spunto dal libro, eliminando la figura di Livia Prisca, introducendo la figura di Mira tanto per mettere un bel paio di tette e un culo da miss Mondo giusto per far trombare Aurelio prima della battaglia finale (l'eroe non può morire senza aver prima fatto sesso, ci mancherebbe...). Stravolgendo completamente la trama dall'inizio fino alla liberazione di Romolo Augusto a Capri, il film scorre veloce e piatto, senza un vero filo conduttore; la vera storia di Aurelio viene completamente cancellata, non ve n'è traccia; ovviamente direi, dato che il filo conduttore di questa storia nella storia è Livia Prisca e Livia Prisca nel film non c'è.
Dialoghi scarsi e scialbi, una trama debole e un totale stravolgimento del filo conduttore creato con maestria da Manfredi fanno di questo film solo un passatempo in una serata di pioggia, non di certo la buona pellicola che avrebbe potuto essere. E per fortuna che non siamo andati a vederlo al cinema, buttare cinque euro così sarebbe stato un peccato capitale!!
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