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26/11/2007
 

Stamattina stavo guardando la rassegna stampa di rainews24 su Rai 3 e, nel rincoglionimento mattutino, mi aveva colpito una notizia. Se mi ricordassi qual'è, sarei davvero felice.

 

Arthur_Dulkar | 12:37 | commenti (2)





23/11/2007
 

Considerazioni a ruota libera

Ieri nuova partita di calcetto... Una faticata assurda sotto la pioggia e con il terreno pesante. Pesante ma fino ad un certo punto, su un terreno non artificiale sarebbe andata molto peggio.

Berlusconi disfa e ricrea... Ma neanche il Dio dell'Antico Testamento era così operoso! Si, è piuttosto dissacrante, ma rendiamoci conto... Di solito una qualsiasi associazione, non dico per forza di cose un partito, ma qualsiasi gruppo dove ci sia un direttivo, discute, vota, elegge, approva, rifiuta. In questo caso no, lui prende e dice "signori, grazie di tutto, ora si chiude. Riapriremo sotto altro nome". E poi che c***o di nome è quello nuovo? Già "La casa delle libertà", già "Forza Italia" facevano pietà... Il popolo delle libertà? Sarò libero, saremo liberi solo quando ci saremo liberati di... mi vien da dire imbecilli come loro... ma non sono imbecilli, anzi, sono i più furbi tra i furbi.

I rappresentanti meno degni di Casa Savoia chiedono un risarcimento allo Stato italiano e la restituzione dei beni di famiglia illegalmente sottratti ed i nostri politici (non oso chiamarli miei rappresentanti), invece di rispondere loro con un poco istituzionale ma molto azzeccato vaffanculo cosa dicono? Ci fate causa? E noi facciamo causa a voi... Mi sembra un discorso da bambini viziati.

Ora vado a mettermi in stand-by da qualche parte, comincio a sentire le voci. Sarò mica il nuovo unto dal Signore? Il nuovo Silvio? No, semplicemente non ho più il fisico per giocare certe partite. Avete presente Fantozzi nella partita scapoli contro ammogliati? Quando vede San Pietro sopra la traversa? Ecco, sono arrivato a quello step. A ben pensarci, non c'è da andarne fieri...  :-)

 

Arthur_Dulkar | 09:32 | commenti (2)





22/11/2007
 

Il nervosismo metropolitano 

La mattina mi sveglio alle 07.00, faccio colazione con calma, poi la doccia, mi lavo i denti, infine mi vesto ed esco. Si sono fatte le otto, massimo le otto e dieci e arrivo in ufficio a pelo alle 08.30. Certo la mattina ci metto un pò per carburare, ma dopo un'ora sono bello reattivo, sveglio e mi guardo attorno, in quei dieci minuti di camminata che separano il portone di casa dalla fermata del tram. Cosa vedo? Cosa sento? Cosa percepisco? Clacson, gente di fretta, vecchiette che insultano gli automobilisti che passano con il rosso (come dar loro torto?), tassisti già sclerati, genitori già stremati mentre portano i figli a scuola ecc ecc.

La gente in generale è già sclerata di prima mattina... !!!  Vi prego ditemi che non sono una mosca bianca, ditemi che non sono l'unico il quale (anche se io mi ritenga molto fortunato ad avere la possibilità di essere in ufficio con solo mezz'ora di tram) nonostante i vicini mi freghino i volantini della spesa dalla buca delle lettere, il tipo sopra a me il quale sta finendo di traslocare e fino alle undici di sera è tutto un battere, montare, avvitare, il parcheggio che c'è solo dopo mezz'ora di ricerca, la continua rottura di balle in ufficio, le dita incrociate perchè speriamo di ritrovare la macchina dove l'ho lasciata, i casini con vari ed eventuali perchè sennò non ci divertiamo e tutto quello che ne conviene si sforza di alzarsi la mattina sereno ed andare tranquillo tranquillo a guadagnarsi la pagnotta.

Certo mi capita di svegliarmi con le balle girate, ma succederà una volta al mese, mica tutti i giorni! Vedo colleghi arrivare in ufficio e già li noti , schizzati alle nove di mattina. Sono li che si dimenano, si girano, si bevono 35 caffè al minuto per la gioia della loro gastrite, innervosiscono tutto l'ufficio, ripetono le stesse cose ad ogni persona che incontrano (le quali poi lo prenderanno bello bello per il culo, tanto si sa, gli impiegati sono i più bastardi, la vita nelle grandi aziende è più - socialmente - pericolosa di una giungla equatoriale), hanno dieci pratiche aperte sulla scrivania - e i relativi fogli mischiati in modo promiscuo sul tavolo che manco un film porno con 10 uomini e quindici donne - e non riusciranno a chiuderne nemmeno una, sono talmente su di giri che manco dieci grammi di coca e un naso completamente rifatto full optional per lo stiffo ti fanno schizzare da un lato all'altro dell'ufficio, parlare al telefono, scrivere una mail, prendere appunti e sbirciare sotto la gonna della figona del reparto come solo loro possono. Ed ovviamente alla fine della fiera non ci sarà nulla di finito, fatto, pronto.

 

Arthur_Dulkar | 13:43 | commenti (2)





19/11/2007
 

Certe volte resto proprio basito...

Boh...

Il silenzio è d'oro...

 

 

Arthur_Dulkar | 13:24 | commenti (1)





16/11/2007
 

Ieri sera

Si bon, ieri le abbiamo prese.

Si bon, ieri non meritavamo di perdere

Si bon, ieri mi sono incazzato come una iena

Si bon, ieri ho smadonnato come poche volte

Si bon, non sono affatto pentito di essermi incazzato

 

Ma cazzo, che bello ricevere i complimenti per il fair play a fine partita!

 

Dai che la prossima la vinciamo! Con il massimo fair play, ovvio  

Arthur_Dulkar | 16:48 | commenti (1)





15/11/2007
 

Sto lavorando a due post dedicati,  distinti, uno relativo al nervosismo, uno alla prepotenza; saranno su questi schermi il prima possibile!

Arthur_Dulkar | 16:34 | commenti





14/11/2007
 

Post dedicato agli Alpini, molto probabilmente i "non addetti ai lavori" non ci capiranno una cippa...

C'è una discussione in atto sul futuro dell'ANA e del ruolo dei Soci Aggregati, il Presidente nazionale ha diffuso una bozza di idea su come potrebbe essere modificato il loro ruolo all'interno dell'Associazione. Appena trovo il link dal sito www.ana.it lo posto. Per il momento beccatevi le mie considerazioni.

"Ora come ora, la situazione attuale degli "amici degli Alpini" non accontenta nessuno, altrimenti non saremmo giunti a discuterne.

Nati per (cito) "meglio diffondere i valori e lo stile di vita che l'Associazione si è trovata a custodire" in seguito " alle mutate condizioni sociali" del tempo, sono ora una risorsa da gestire con cura per far si che i valori portati avanti dall'ANA continuino ad essere divulgati come adesso e meglio di adesso, in seguito alle mutate condizioni sociali del nostro tempo e del tempo che sarà.

Con questo non credo che oggi l'Associazione, in seno al CDN, debba decidere come muoversi sul medio - lungo periodo, ma bensì sul breve, dieci anni e non di più. Pensate (voi che non avevate 15 anni al tempo, io non ricordo molto di come girasse il mondo in quel periodo, ero troppo impegnato a correre dietro alle ragazzine) al 1997, qual'era la situazione sociale di allora rispetto ad adesso? Diversa, credo, come sarà diversa nel 2017; trovo quindi giusto prendere tempo, agire con calma, per decidere come e se modificare lo Statuto Nazionale, lavorando sul regolamento, da una parte necessità ora improcastinabile, dall'altra strumento più duttile da adattare e modificare in seno alle mutate esigenze che potranno presentarsi in futuro.

Sono favorevole alla scissione degli ora soci aggregati in due tronconi, ma non per come è stata proposta fin'ora.

Fatemi fare un parallelo un pò azzardato. L'ANA è una associazione d'arma, senza fini di lucro, ma con un fine sociale da perseguire. In questo (ma solo in questo!!) può essere paragonata ad una normale azienda. L'associazione infatti genera utili che vengono poi re-investiti in molteplici attività, tutte riconducibili alla persecuzione del fine sociale. Come ogni società ha dei soci, uno statuto, un consiglio di amministrazione, un logo e, come molte società, è conosciuta a livello nazionale.

Ora, con la nuova definizione di "socio aggregato" si dà la possibilità alle Sezioni di allargare il bacino d'utenza che verrebbe a contatto con la realtà associativa, generando utili di vari tipi e forme per l'ANA (donazioni, prestigiose conoscenze e collaborazioni, maggior divulgazione del pensiero e delle tradizioni legate all'Alpinità ecc), i quali altro non sono se non una parte di tutte le azioni nate in seno all'Associazione per perseguire il fine sociale.

E fino a qui mi va tutto benissimo, sono azioni sacrosante e non ci vedo nulla di male in questo.
L'ANA però non è un'azienda in tutto e per tutto, lo è solo in determinati punti. L'ANA non distribuisce dividenti, l'ANA non dà, materialmente parlando, ma chiede. E il socio (ordinario o aggregato che sia) dà. Non perchè sia masochista, perchè gli piace (per puro esempio) spalare fango nel dopo alluvione, ma perchè ha dentro sè taluni valori che gli impongono di farlo.
Tutti questi valori sono quel surplus che CI rende diversi dalla massa, che CI dà la voglia di rimboccarci le maniche. E tutto ciò si identifica in un simbolo, il Cappello alpino, che racchiude tutto ciò e che dovrebbe essere

Tra qualche riga probabilmente solleverò un vespaio, ma non sono d’accordo con il modo in cui è stata proposta la definizione di “socio collaboratore”. Copricapo esclusivo, sfilamento in blocchi omogenei ma separati dal resto dell’Associazione.. Ma scusate, così rischiamo di rompere veramente l’unità dell’Associazione! Siamo l’Associazione Nazionale Alpini e sarebbe giusto che i soci fossero solo e soltanto Alpini con la naja alle spalle. Ma non è così, per tutta una serie di motivi. Ora, visto e constatato che abbiamo anche soci senza naja alpina alle spalle, che non sono un peso ma per noi una risorsa, che condividono con noi i nostri stessi ideali alpini, perché andare a scindere più profondamente quest’unione? Non dobbiamo separare in casa, ma unire. L’ho detto, solleverò un vespaio, ma darei a tutti i soci collaboratori la possibilità di portare il Cappello alpino. La possibilità, però, non l’obbligo, starà al singolo, poi, decidere secondo la sua coscienza. Non so se sia possibile a livello giuridico, ma cosa potrebbe essere più rappresentativo di tutti coloro che si identificano negli ideali dell’Alpinità, iscrivendosi all’ANA (avendo e non avendo la naja alpina alle spalle) del simbolo degli Alpini per eccellenza? Il Cappello, ricordiamocelo bene, altro non è che un pezzo di stoffa, trasformato in un simbolo dall’ideale degli uomini che lo hanno portato. E credo che, allo stato attuale delle cose, quel simbolo deva rappresentare per tutti noi, in armi, congedati e senza naja alpina, l’ideale a cui ispirarsi per rimanere innanzitutto uniti e fermi nelle nostre convinzioni."


Arthur_Dulkar | 17:17 | commenti (1)





12/11/2007
 

Piccolo errata corrige al primo post di oggi, quello scritto di mio pugno.

Mi hanno fatto notare come non sia giusto generalizzare, la parola ultras è, nella comunicazione mass-mediatica, utillizzata come sinonimo di tifoso estremista e violento. Non è così, ovviamente, o meglio, non è solo così. Esistono ultras che collezionano spranghe e coltelli ed altri che guardano la partita, incitano la loro squadra, poi escono dallo stadio belli felici o tristi e rassegnati e tirano dritti verso casa.

Non ho specificato che mi rivolgevo ai violenti, nel post; errore mio, ma purtroppo sono caduto su questo discorso perchè il violento fa notizia e rovina l'immagine di tutti, e poi ti voglio a far cambiare idea alla gente. E' inutile quindi lagnarsi se tutti generalizzano, quando dallo stesso ambiente non viene fatto nulla per isolare i violenti. Mi viene in mente "chi è causa del suo mal pianga sé stesso..."

 

Arthur_Dulkar | 15:15 | commenti (13)



 

Da "La Stampa", sempre di oggi

"La Procura di Roma contesterà l’aggravante del terrorismo ai 4 ultras fermati nel pomeriggio e nella serata di ieri, nei dintorni dello stadio Olimpico per gli scontri avvenuti dopo la morte di Gabriele Sandri. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio gli inquirenti ipotizzano che dietro l’assalto a caserme, posti di polizia e uffici pubblici ci sia stata una strategia riconducibile ad una organizzazione politica. "

 

Godo come un opussum.

Arthur_Dulkar | 14:28 | commenti (1)



 

Da "La Stampa" di oggi

"Il calcio non c'entra più

ROBERTO BECCANTINI

Ci si aggrappa a tutto, per tenere legato il calcio al colpo di pistola che, sparato «in aria» da un agente di polizia, ha ucciso Gabriele Sandri. Adesso che negli stadi sono arrivati i tornelli, e i treni hanno espulso i teppisti, si può morire anche così, a 28 anni, per il tragico e folle errore di un uomo in divisa, dopo una rissa fra automobilisti trasformata in zuffa fra laziali e juventini.

Il dolore è straziante. Non esistono cadaveri di serie A e serie B, anche se non siamo di fronte alla guerriglia organizzata che in Catania-Palermo del 2 febbraio determinò l’assassinio dell’ispettore Raciti. Il calcio c’entra di striscio. Tanto che Seedorf si è rifiutato di portare il lutto al braccio. Proprio lui, uno dei giocatori più sensibili. Nella speranza che le autorità facciano luce senza nascondersi dietro il corporativismo più bieco, è stato molto italiano, molto calcistico, tutto il «dopo», con Inter-Lazio rinviata, Atalanta-Milan sospesa per incidenti e Roma-Cagliari bloccata per paura dell’inferno, puntualmente scatenatosi fuori dell’Olimpico.

Dove si è giocato, con il simbolico cordoglio di 10’ di ritardo, gli ultras hanno manifestato non «per» (Sandri), ma «contro» (le forze dell’ordine). Hanno vinto - o, pensando a Lazio-Roma del marzo 2004, hanno rivinto e stravinto - i delinquenti di Bergamo, i vandali della capitale. E un Paese che alimenta simili mostri e non riesce a garantire la sicurezza delle maggioranze normali, non può dirsi civile. Quando il collante è l’odio - fra tifosi, dirigenti, estremisti e polizia/carabinieri - tutto diventa drammaticamente possibile. Anche che scappi un colpo di troppo. E così l’appartenenza di un lutto al suo ambiente può geograficamente sembrare un caso isolato, un eccesso demagogico, non però, viste le conseguenze apocalittiche, un episodio piovuto da un altro mondo. Siamo malati. Potremo fermarci mille volte, e varare centomila decreti, ma se non cambiamo Stato e senso dello Stato dovremo sempre affidarci agli umori del destino. Che ieri non era in forma.

E volevamo gli Europei del 2012. "

Arthur_Dulkar | 12:15 | commenti (1)