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26/02/2007
 
Torino, 24 Febbraio 2007
 
 
 
Quella che segue è la cronaca della serata alpina del 14 Febbraio 2007, scritta la sera stessa, non appena tornata a casa. Forse un giorno di questi prenderò il coraggio a quattro mani e chiederò al Piemontardo se è possibile pubblicarla sulla rivista torinese degli Alpini. Vedremo… Intanto leggendola non stupitevi, l’ho scritta apposta per la pubblicazione, quindi ne riflette i canoni e la struttura.
 
 
 
TORINO, CHE STRANEZZA!!
 
 
 
Si, lo so, non è proprio un bel titolo per il primo articolo, ma ragazzi, è la prima cosa che ho pensato la prima volta in cui ho visitato Torino. E so anche che il buon Dario di Trieste appena mi vedrà mi prenderà a testate, perché in tre anni ho scritto poco e nulla sul giornale sezionale giuliano, mentre qui appena arrivato mi sogno di chiedere di pubblicare queste righe…. Oh, che vi devo dire… Son casi della vita! Ah, Dario, pago in calici, non preoccuparti…
 
In ogni caso, torniamo a noi… Volevo buttar giù due righe prima di andare a nanna e prima di scordarmi, abbandonandomi tra le braccia di Morfeo, quasi tutte le sensazioni della prima visita alla Sezione ANA di Torino.
 
Il Dario di cui sopra mi ha messo in contatto con un Alpino torinese, che qui per comodità chiamerò con lo pseudonimo con il quale scrive sul giornale sezionale degli Alpini di Torino, il Piemontardo, il quale via mail mi propone di venire a cena mercoledì 14 febbraio, per la gioia del mio coinquilino e della sua ragazza, i quali possono godere dell’intera serata di San Valentino con la casa libera e senza me tra i piedi.
 
Arrivo in Sede, maledicendo il traffico lungo Corso Potenza (ma quando mi abituerò al traffico di Torino??) e mi metto a cercarlo... Subito rimango colpito dalla Sede, tre piani, a mio dire immensa, moderna, funzionale e ben organizzata. Insomma, arrivo al secondo piano e chiedo del nostro, il quale già aveva preparato un po’ di stampe per soddisfare la mia curiosità sull’ambiente alpino torinese. ‘Azz che organizzazione, è il mio primo pensiero. Si rompe un attimo il ghiaccio, pian piano si fa conoscenza e mi vengono presentate altre persone (non voletemene, ma più della metà dei nomi già li ho scordati…) e pian piano arriva l’ora di scendere al piano terra per la cena. Il tempo passa velocemente tra un calice ed una risata, tra una portata ed una battuta.
Poi, a cena terminata, prima di scappare verso casa, ci fermiamo al bar interno per un ultimo bicchiere… Il mio fegato gentilmente mi dice “basta Barbera!!” allora ripiego su una birra e tra un sorso e l’altro ho il tempo di fare la conoscenza di Simone, il quale riesce a riaccendere nel sottoscritto la voglia di dare una mano in Pc, che covava sotto le ceneri d’alcuni piccoli screzi avuti a Trieste, soprattutto a causa del mio ben noto caratterino… pepato.
 
La maestra delle elementari mi ha insegnato ad aggiungere le mie considerazioni e commenti personali alla fine di un riassunto e dopo più di dieci anni non ho perso l’abitudine… Una serata magnifica, condita dalla spontaneità alpina, dalla semplicità con cui mi sono sentito di nuovo parte di un gruppo affiatato, sensazione che mi mancava da quando avevamo fatto l’ultima “cena giovani” a Trieste, prima di Natale.
 
Non c’è che dire, se dopo un mese e mezzo non sono ovviamente riuscito ad ambientarmi ancora completamente a Torino, appena uscito dalla Sezione ho detto a me stesso, con uno spontaneo sorriso sulle labbra, “bentornato a casa, Mauro”.
 
 
 
Torino, 24 Febbraio 2007
 
 
 
Quella seguente è una lettera scritta in uno di quei momenti in cui mi metto a pensare, a guardare dentro me stesso e vedo solo il nero, il freddo che mi albergano dentro, la parte di me regnante quando devo prendere decisioni importanti, più razionale del razionale. Ogni tanto mi spavento di me stesso.
 
 
“Torino, 20-21/02/07
Non so che cazzo d’ora di notte.
On air: The Clash
 
 
Lettera seria (di quelle scritte poche volte)
 
 
 
Mauro ma… cosa c’è che non va?
 
 
 
 
C’è… c’è che sto cercando di guardarmi dentro per capire se sbaglio io il mio modo d’approcciarmi a loro o se invece quello che mi appare è ciò che realmente è.
Non riesco a fare mente locale, ma mi rendo conto d’essermi indurito dentro; da quando ho lasciato casa per la prima volta, nel duemilauno, dentro mi è cambiato tanto. No, non sono cresciuto, ma mi sono disilluso su tante cose, e la disillusione ha poi fatto tabula rasa. Difficilmente faccio spazio a sentimenti più profondi di rabbia o felicità momentanee. L’unico tenuto ancora caro è l’amicizia, ma sta lì solitario e pure gli amici possono deludermi. Esattamente come io ho deluso, deludo e probabilmente deluderò. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico ed io persevero nel non tollerare sbagli ed incertezze, titubanze o rassegnazione, cocciutaggine e cecità, pigrizia e rammollimento; non perché voglio martellarmi le balle, ma perché negli ultimi sei anni ho visto tanti casi umani, tante tipologie di Homo che di Sapiens avevano ben poco. Io non voglio essere così, non voglio essere mediocre, non voglio accontentarmi. Io sono migliore, voglio essere migliore, sarò migliore della mediocrità che mi circonda. Non voglio ridurmi ad arrivare a casa e spiccicare a malapena due parole, non voglio accendere in automatico la televisione e non sentire nemmeno la gente che mi parla, tanto sono preso dal programma spazzatura di turno. Ad excelsa tendo.
 
Mi chiedo se avvolte non sono troppo duro con me stesso e con chi mi circonda; forse, anzi, sicuramente si. Ma ho appreso certe lezioni negli ultimi anni e ne ho fatto tesoro. Gli amori falliti, i genitori mediocri, le scoperte che non avrei dovuto fare, gli (ex) colleghi falsi, la città del nosepol e tante altre cose mi hanno convinto a non voler mai accettare un limite od un confine come un punto d’arrivo ma come un ostacolo da superare. E per superare gli ostacoli ricerco la perfezione. Se non è perfetto non va bene, se è perfetto, rende migliori.
Questo modo di fare oltremodo razionale mi ha precluso molte strade, mi ha troncato molte relazioni sociali. Oh bimbi, sono un Ariete, se devo dirvi qualcosa di male, brutto, cattivo, ve lo sputo in faccia senza pizzi o merletti, non alle spalle. E non rimpiango le occasioni perdute, razionalmente parlando erano sacrifici da fare. No, balle. Una la rimpiango amaramente, e quest’una basta per tutte. Francesca. Non la sento da più di un mese, ma ancora non riesco a dimenticarmi di lei. Era quel tipo di persone che ti basta guardarle negli occhi per dire “lei mi va a genio, è il mio tipo, lei è quella che voglio al mio fianco”, ma non era giusto vincolarla a me, viste le mie e le sue priorità. Potevamo diventare l’uno la priorità dell’altra e viceversa, ma lei aveva grandi obiettivi da raggiungere, ed io ero d’impaccio. Rimpiango questa mia scelta, ma forse è l’unica fatta cercando di pensare al suo bene piuttosto che al mio.
Mi posso vantare di non avere paura di nulla, ma forse è un’altra balla. Ho paura di rivedere quegli occhioni ed ho paura di non voler riconoscere, dopo essermi circondato di razionalità e freddo marmoreo, l’amore, se lo reincontrerò in futuro.”
 
 
 
Torino, 24 Febbraio 2007
 
 
 
Bilancio
 
Sono due mesi.
Sono qui da due mesi ed è ora di fermare i cavalli e guardare indietro di 60 giorni, per trarre un piccolo bilancio. Mi sono trasferito qui con un sogno, cambiare, stravolgere la mia vita per migliorarmi; sinceramente non so se ci sto riuscendo, certamente mi sto impegnando , ma va detta una cosa, sono soddisfatto di me stesso. In due mesi ho stravolto come un calzino la mia vita, abbandonando uno stile di vita consolidato in vent’anni di vita, per abbracciarne un altro, completamente nuovo. Ripensandoci, ancora non ci credo, è un sogno. Vivo in una casa mia, ho un lavoro, sto iniziando a ricreare quella serie di rapporti sociali, di conoscenze, di relazioni, abbandonate a Trieste. Per correttezza è giusto dire che non tutte le relazioni triestine si sono interrotte, sento giornalmente (beato msn) gli amici migliori, quelli che davvero contano per me, mentre mi tengo in contatto con altre conoscenze attraverso sms, telefonate o mail.
Comunque si, sono felice! Le difficoltà sono tante, ma sono, volendo per una volta abbandonare la timidezza e l’umiltà che spesso mi accompagnano, orgoglioso di me stesso.
E’ strano come, quando sono felice, la mia testolina cerca il modo di complicarsi l’esistenza; ho infatti la mezza idea di iscrivermi ad un corso base di tedesco con il Goethe Institute. Mi spennano, ma almeno non andrò a perdere quel poco di conoscenza della lingua tedesca che ho accumulato lavorando in Willi Betz.
Ora non mi resta che dare tempo al tempo, il resto verrà e sarà un futuro roseo, non ne ho dubbi.
 
 
 
 
 
 
 
Prossimi appuntamenti, su questi schermi, non so quando ma so sicuramente l’ora, tra le 13.30 e le 14.30, l’ora della mia pausa pranzo ghghgh:
 
-         quella pazza scatenata della mia collega
-         opinioni e commenti personali (fa molto riassunto delle scuole elementari) sugli ultimi casini del calcio (sempre se non mi girano le balle e faccio come Lapo, do la colpa a Cianeto…);
-         stranezze, paradossi e follie varie della Torino e soprattutto dei torinesi del 2007;
-         Mirafiori, questa sconosciuta
-         La cena d’Arcano (se riusciremo a farla ghgh)
 
 
Arthur_Dulkar | 14:28 | commenti (5)





23/02/2007
 

Dal METRO di oggi, edizione torinese:

Teheran rifiuta di dare seguito alle esortazione de3l Palazzo di Vetro sul nucleare, definendo la risoluzione 1737 dell'ONU senza fondamento legale e quindi inaccettabile

Sommayah Batinat, moglie di Ahmad Batebi, lo studente in carcere dal 1999 ed in gravi condizioni di salute, è stata arrestata da agenti in borghese dopo ceh aveva denunciato alla stampa il trasferimento in ospedale del marito in seguito ad una commozione cerebrale

I partiti religiosi pakistani hanno contestato l'inserimento di capitoli di storia pre-islamica nelle scuole superiori

"Non sono spie, ma volontari" spiega il dipartimento per l'islam della Malesia, che invia i suoi uomini a controllare se coppie non sposate si appartano

(tratto dall'articolo "Se il kamikaze dorme nel tuo letto" L'idea di scrivere il libro "Deietro il tuo silenzio" è venuta a Laura Facchi dopo l'incontro in Palestina con alcune mamme di kamikaze. "Donne che raccontavano dei loro figli in modo sconvolgente per il nostro modo di pernsare. C'era dolore ma anche orgoglio per quel gesto"

 

E questo sarebbe un mondo con una cultura aperta? Un mondo dove le libertà fondamentali vengono rispettate? Mi chiedo se esiste davvero un Islam moderato o se è solo un'idea creata dai media...

E dovremmo permettere a questo genere di cultura attecchisca in Italia??? Altro che AN, alle prox elezioni voto Lega Nord...

 

 

Arthur_Dulkar | 13:58 | commenti (6)





13/02/2007
 
Torino, 12/02/2007, h. 22.55
 
 
Okkei… Eccomi, anzi, rieccomi. Allora, non ho voglia di fare il conto di quanti giorni siano passati dall’ultimo aggiornamento, proprio non mi passa per la testa. Cmq, come va con me? Bene direi! Ho iniziato a lavorare il primo di febbraio, lavoro tranquillo, senza troppe responsabilità, con una sola collega, forse più folle di me, ma questo è un altro capitolo. Resta il fatto che la paga è bassa esattamente quanto il livello di responsabilità che mi viene imposto. Vabbè, per il momento godiamoci questi due mesi di lavoro dipendente, poi vediamo se mi prendono e soprattutto se io decido di rimanere. Non ho comunque abbandonato la ricerca di altri lavori, ma ho solamente ristretto il campo; se prima cercavo un lavoro, ora cerco un lavoro pagato più di 900 euro al mese. Sono fiducioso, come ogni volta. E siccome mi è sempre andata di culo, sono sicuro che la dea bendata mi darà ancora una volta una botta col sul culone portafortuna.
Se il prossimo post sarà dedicato alla follia della mia collega (e se vi dico che è più folle di me, preoccupatevi pure…) questo è dedicato alla nuova vita che mi si sta spalancando davanti, in quanto pian piano sto iniziando a riallacciare delle relazioni sociali decenti. Oltre al lavoro, in cui mi sto rendendo conto di quanto sia falsa la diceria secondo cui “il lavoro nobilita l’uomo” – dovreste vedere certi elementi deambulanti in quel di Mirafiori -, sabato sono uscito con un’amica. A scanso di equivoci, ho detto amica, non compagna di letto od ipotetica morosa, ma mi sono divertito e, sinceramente, non mi dispiacerebbero altre uscite. In più, mercoledì, siccome è saltata una cena con alcuni amici perché chissà chi e chissà quando ha deciso che il quattordici deve festeggiarsi la festa degli innamorati e gli organizzatori (il buon Luke ed io) essendo single (Luke, sei single vero? Non mi sono fatto una figura di merda cinquanta caratteri fa ’nevvero?) se ne erano completamente dimenticati, ho preso la palla al balzo ed ho contattato un Alpino gianduiotto e mercoledì avrò il primo contatto con la realtà alpina torinese. Ci tengo, ma spero anche che ci sia qualche ragazzo venti – trentenne, tanto per far nuove conoscenze. Eppoi forse la prossima settimana forse riusciremo ad organizzare la famosa cena di cui sopra (Lukeeeeeeeeeeeee incrocia le ditaaaaaaaaaa).
Le cose iniziano a girare bene, non c’è che dire, anche se alcune difficoltà ci sono… Avrei innanzitutto bisogno di una giornata con 70 ore, di cui 30 di sonno. Com’era la canzone di fantozziana memoria? Sveglia e caffè, barba e bidet, presto che perdo il tram… Fate conto che vado a lavorare a piedi e sostituite doccia a bidet, e la situazione mattutina è la stessa, condita da qualche smadonnamento se non sento la sveglia. Lavoro lavoro lavoro e poi alle cinque e mezza a casa, lava stira fai le stoviglie cucina sistema la casa tira fuori la roba dalla lavatrice, preparati la moka per il giorno dopo, renditi conto che devi fare ancora un macello di roba (come aggiornare il blog) sbadiglia dieci volte e poi via a nanna… Oddio son cazzi, ma mi diverto da impazzire!
 
Ora, facciamo il punto sui prossimi aggiornamenti del blog (non so quando, ma ci saranno questi argomenti):
 
-         la pazzia della mia collega
-         opinioni e commenti personali (fa molto riassunto delle scuole elementari) sugli ultimi casini del calcio
-         la cena alla Sede Ana
-         stranezze, paradossi e follie varie della Torino e soprattutto dei torinesi del 2007
-         Mirafiori, questa sconosciuta
-         La cena d’Arcano (se riusciremo a farla ghgh)
 
 
Ed ora scusatemi, ma devo tirare fuori la roba dalla lavatrice e metterla ad asciugare…
 
Mauro, la massaia incompresa 
Arthur_Dulkar | 17:17 | commenti (7)





08/02/2007
 
Torino, 27/01/07
 
 
Sono le 19.00, ascolto il telegiornale di Emilio Fede. E mi incazzo.
Premessa: nei prossimi mesi dovrei prendere circa 80 Euro di stipendio mensile netti, ma non ho nulla contro chi ha stipendi anche molto, molto più alti dei miei, tanto per mettere le cose in chiaro subito.
Finita la premessa, vi racconto il servizio che mi ha fatto incazzare. Parlavano degli aumenti nella busta paga di Gennaio, riassunti nello schemino seguente:
 
Reddito annuo di 15.000 Euro à + 7,47 Euro per un single
                                                      + 22,00 Euro circa per un uomo con moglie e due figli a carico
 
Reddito annuo di 50.000 Euro à - 199,00 Euro per un single
                                                      - 150,00 Euro circa per un uomo con moglie e due figli a carico
 
Visto lo schemino, facciamo due conti:
 
15.000 / 12 = 1.250,00 Euro mensili
50.000 / 12 = 4.166,66 Euro mensili
 
Nel servizio si diceva, più o meno, poverelli quelli che prenderanno 150 / 199 Euro in meno al mese e poverelli quelli che incassano solo + 7 / 22 Euro mensili.
Se posso, anzi voglio, essere d’accordo quando dicono che + 7 e + 22 sono pochi soldi per un aumento ( la spesa la facciamo tutti, figli ne hanno in parecchi) mi girano le balle quando ci si lamenta per chi si ritroverà senza 150 / 199 Euro in meno al mese. Certo, 200 Euro in meno al mese, presi per il loro puro valore economico, sono tanti. Ma cazzo! Chi prenderà 200 Euro in meno, già guadagna 4.166,00 Euro mensili! Un single, esattamente come me che devo vivere con 800 Euro al mese e farmeli bastare. Se ce la faccio io, riuscendo pure a mettere da parte qualcosa, perché non può farcela Mr. 4.000 Euro? Che diritto ha il TG4 di fare una demagogia così spudoratamente falsa, quasi insultando le persone che a malapena arrivano a fine mese????
 
Mentre scrivo, ascolto un altro servizio, sempre TG4 (mi sa che sto diventando masochista), sempre Fede, il quale parla della riforma Gentiloni; A suo dire è un’ingiustizia voler spostare Rete 4 sul satellite, ma non, come si potrebbe pensare e magari giustificare, perché l’ingerenza così spudorata dello Stato negli affari di una S.p.A. non è giustificabile in un’economia liberale di mercato, ma perché cosi facendo, secondo l’Emilio, si vuole mettere il bavaglio al TG 4, una garanzia, una colonna garante della libertà d’espressione e d’informazione.
L’incazzatura m’è passata, ora rido. Per non piangere.
 
 
Torino, 30/01/07
 
 
Mattina, ore 08.30
 
Uhmpf! Anche oggi la foschia, la mattina… Non mi ci sono ancora abituato.
Ieri ero a Caselle, assieme al mio coinquilino, per vedere il cantiere del “Fai da te” dove dovrebbe andare a lavorare dalla prossima settimana. Da fuori sembra piccolo, ma si sviluppa in profondità e dentro si nota, è veramente immenso.
Poi, via da Caselle, nel dubbio abbiamo fatto un salto all’Ikea, giusto perché i suoi dipendenti non si scordino del mio dolce viso J
Cmq, oggi alle 10.00 ho l’appuntamento da Manpower, finalmente firmo ‘sto famoso contratto! Stamattina sveglia alle sette, non ci sono più abituato, un mese di ferie coatte mi ha cambiato completamente gli orari ed i ritmi…
Mentre sorseggio il caffè, la mia ancora di salvezza in questa giornata uggiosa, penso a come siano cambiate tante cose in un mese e qualcosa, ma una è rimasta immutata; ho lasciato a Trieste quasi cento libri, ma la tentazione è sempre immensa… Ieri ne ho comprati altri due, sette libri in circa trenta giorni! Non male ;-) Gli ultimi due acquisti sono due libri su Torino, uno della collana “Contromano”, Edizioni LaTerza, intitolato “Torino è casa mia”, di Giuseppe Culicchio. Di questa collana ho già potuto apprezzare “Trieste sottosopra” e quando l’ho scoperto (si, è il termine giusto, perché la Feltrinelli non ha un vero e proprio ordine per i libri su Torino, sono ammassati uno sull’altro in uno scaffale basso) non ho potuto non prenderlo in mano e… Sapete com’è… Esistono dei libri che una volta presi ti si appiccicano al dorso della mano e si staccano solo quando li passi alla commessa per pagare ghghgh
Il secondo è “Curiosità e misteri di Torino”, edizioni Newton, di Renzo Rossetti; spero che entrambi mi diano nuovi spunti, nuovi input per riprendere a far foto come Dio comanda… Ultimamente sono piuttosto inattivo su questo fronte, le ultime due settimane ho scattato poche foto. Solo con la gita a Superga di domenica sono riuscito a sentirmi di nuovo attivo, fotograficamente parlando. Non so se vi è mai capitato… Ci sono dei momenti, quando ho tra le mani la macchina fotografica, in cui mi sento davvero ispirato, sono i momenti in cui riesco a fare le foto migliori. Non lo so, è come un formicolio alle mani (non è il parkinson, cretini! J), un qualcosa che mi fa vedere particolari che altrimenti avrei trascurato…
Cmq, gli scorci accattivanti, incantevoli, noir, in città non mancano; credo sia solo un periodo passeggero di vacche magre.
 
 
Torino, 05/02/07
 
 
Appena avrò mezz’ora di pace aggiornerò le ultime news, comprese quelle sul nuovo lavoro! ;-)
 
 
Arthur_Dulkar | 16:41 | commenti (3)