Oggi ho detto in ufficio che mi licenzio. La collega più "anziana" non si è scandalizzata più di tanto, anzi mi ha fatto gli auguri di cuore per il trasferimento, anche se lascerò questa città appena a dicembre. La più giovane, invece, se l'è presa su e mi tiene il muso. Uhmmm questo perchè ha appena affrontato un esame d'ammissione ad un corso per l'abilitazione all'insegnamento della lingua slovena ed aveva chiesto il part time alla ditta, senza curarsi del fatto che già la collega più "anziana" era in part-time; in sostanza, secondo i suoi progetti, tre persone alla mattina ed una (io) al pomeriggio andavano più che bene, era accettabile, nonostante in certi periodo dell'anno i carichi di lavoro siano molto impegnativi. Mi chiedo come mai lei non si sia chiesta se una persona soltanto riuscisse a gestire tutta la mole di lavoro e se a questa persona andasse bene ritrovarsi da sola al pomeriggio. Ho un unica risposta ed è perchè le comodava.
Ora, con il mio licenziamento, si trova ad avere tutti i piani scombinati da un giorno all'altro e la sua unica reazione è stata di fare l'offesa e piantarmi il muso. Beh, in questo caso, posso dire in tutta certezza che godo, nel vederla in difficoltà.
Se poi a tutto ciò sommiamo tutto quello che mi sono legato al dito negli ultimi due anni, beh, ragazzi, questo è uno dei giorni più belli della mia vita.
E domani, Torino!